La lingua albanese (Gjuha Shqipe) 

La lingua albanese (nome nativo Gjuha Shqipe ) è una lingua parlata da oltre 7 milioni di persone principalmente in Albania, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Grecia ma anche da piccole comunità etniche di albanesi in altre aree geografiche d'Europa e zone dei Balcani come in Romania, Bulgaria, Croazia, lungo la costa orientale dell'Italia meridionale e in Sicilia, così come da gruppi della diaspora in Scandinavia, Germania, Grecia, Regno Unito e Stati Uniti d'America.  

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Due sono i dialetti che si parlano in Albania: a nord si parla prevalentemente il ghègo e a sud il tòsco. L'alfabeto albanese di oggi è basato sul dialetto tòsco ed è scritto con caratteri latini. È composto da 36 lettere di cui 29 consonanti e 7 vocali.

L'albanese è una lingua di origine indoeuropea, come riconobbero i filologi tedeschi Franz  Bopp nel 1854 e Gustav Meyer, nel 1890, ma, al di là dei numerosi ed inevitabili prestiti lessicali, non risultano stranamente alcune affinità con gli altri gruppi del ceppo indoeuropeo. Altri studi su questa lingua sono stati svolti dal linguista danese Holger Pedersen e dall'austriaco Norbert Jokl, che hanno fatto risalire l'albanese odierno all'antico idioma utilizzato in Dacia ed in Illiria. Il primo documento scritto dell'Albanese moderno risale all'anno 1462 ed è " Formula e Pagëzimit " (La Formula del Battesimo), scritta dall'arcivescovo Pal Engjëlli . La prima opera a stampa è "Jl Messale", titolo assegnato dagli studiosi, visto che l’unica copia è mutila e priva di frontespizio, di Gjon Buzuku pubblicata nel 1555. Durante il Rinascimento la lingua è stata ulteriormente elaborata e sviluppata. Frang Bardhi è l'autore del primo dizionario dal latino all'albanese, formato da circa 5000 termini, stampato nel 1635, tuttavia un primo vocabolarietto è stato lasciato da Arnold Van Harft nel 1476.  I due principali dialetti albanesi sono il ghego ( alb. "Gegerishja") parlato nel nord, ed il tosco, ( alb. "Toskerishtja" ), utilizzato nel sud del paese. I dialetti parlati dalle minoranze presenti in Italia ed in Grecia sono di varietà tosca, mentre gli abitanti di etnia albanese della Kosova e della Macedonia parlano il ghego . Le differenze tra questi due dialetti non sono però enormi, esse riguardano l'aspetto fonetico, morfologico, in parte sintattico ed anche lessicale. L'albanese ufficiale, ha adottato l'alfabeto unificato di tipo latino nel 1908.Fra le testimonianze più remote e rilevanti dell'albanese scritto, molte sono da attribuirsi all'attività religiosa dei missionari cattolici nel XVI e XVII secolo, soprattutto nella zona di Scutari.L'intensa attività artistica degli arbëreshë ha contribuito notevolmente allo sviluppo ed allo studio della lingua albanese. Negli anni la lingua albanese ha accolto termini provenienti dal latino (Esempio "Mik"= Amico, dal latino "Amicus"), dal greco, dal turco, dallo slavo, data la posizione geografica ed i continui contatti con le popolazioni vicine.  

 Fonte: Didaweb - Mediatori cilturali

L'arbëresh
L'arbëresh è la lingua parlata dalle comunità italo-albanesi dell'Italia meridionale che hanno conservato attraverso i secoli, oltre agli usi, i costumi e la religione, anche la lingua degli antichi albanesi d'Albania da cui discendono.
In particolare l'arbëresh deriva dal tòsco, il dialetto parlato nel sud dell'Albania.
La lingua arbëresh ha conservato molte somiglianze con la lingua albanese, ma in 500 anni ha subito molte trasformazioni, sia per l'influenza dell'italiano, sia per quella dei dialetti locali dove si sono insediate queste comunità.