Passano più idee in una strada in un giorno che non ne escano da un’università in un secolo: cento libri non vi daranno di un popolo quella conoscenza che vi otterrete consultandolo a viva voce in un mese.
Bruschi, Panini, Pinzauti
I lontani discendenti del "Popolo delle Aquile" (Faleminderit për viziten), detti anche Arbëreshë, ossia gli Albanesi d'Italia,emigrarono dalla Terra delle Aquile tra il 1416 ed il 1442, quando alcune milizie albanesi vennero in aiuto a Alfonso d'Aragona, alleato di Skanderbeg, contro Roberto d'Angiò.
Arrivarono a più ondate, ma i pionieri furono uomini chiamati per svolgere funzioni per così dire militari; venivano usati per domare rivolte in Calabria e in Sicilia. Ma una volta arrivati grazie agli stretti rapporti che i sovrani di qui avevano con le autorità di là, s'insediavano e si spostavano sul territorio.
I soldati più valorosi vennero ricompensati con piccoli appezzamenti terrieri ed alcuni di essi decisero di stabilirsi definitivamente con le loro famiglie nella penisola italiana.
Nascono, così, delle comunità anche in Puglia, in Campania e, col tempo, più su in Abruzzo. Dunque, guerrieri, ma pure contadini. E non mancavano delle famiglie di più nobile tradizione, che avrebbero avuto un ruolo nella politica del posto. Tuttavia è nella seconda parte del Settecento che gli albanesi d'Italia acquistano un peso culturale e morale. E alcuni di loro offrono una forte testimonianza religiosa. Insomma, rappresentano già due patrie: l'Albania abbandonata, a cui dedicheranno anche saggi e scritti, e l'Italia in cammino. Probabilmente l'influsso del Risorgimento, forse la memoria della terra "da raccontare", certo è che albanesi e italiani sono ormai uniti nella ricerca della nazione perduta.
Cinquecento anni dopo esistono perfino toponimi d'origine albanese, a dimostrazione del fatto che anche da parte italiana l'apertura per questi "albanesi d'Italia" è stata completa. Senza quei problemi di convivenza che talvolta possono nascere con le comunità particolarmente caratterizzate, e dalla lingua molto diversa.
La grande storia degli albanesi d'Italia
di Francesco Riccardo

Le comunità
albanofone
in Italia
CAMPANIA: Greci (AV) Greçi
ABRUZZO: Villa Badessa (PE) Badhesa (fraz. di Rosciano)
MOLISE: Campomarino (CB) Këmarini -
Montecilfone (CB) Munxhfuni
Portocannone (CB)
Portkanuni Ururi (CB) Ruri
Shiko Veten Tende Pastaj Flit Per Tjetrin.
Giudica te stesso prima di giudicare gli altri.
PUGLIA:
Casalvecchio (FG) Kazallveqi
Chieuti (FG) Qefti
San Marzano di San Giuseppe (TA) Shën Marcani
BASILICATA:
Barile (PZ) Barilli
Ginestra (PZ) Xhinestra
Maschito (PZ) Mashqiti
San Costantino Albanese (PZ) Shën Kostandini
San Paolo Albanese (PZ) Shën Pali
Dita me diell duket që në mëngjes.
Il buongiorno si vede al mattino
CALABRIA:
Acquaformosa (CS) Firmoza
Andali (CZ) Andalli
Caraffa di Catanzaro (CZ) Garafa
Carfizzi (KR) Karfici
Cantinella (CS) Kantinela (Fraz. di Corigliano Calabro)
Civita (CS) Çifti
Castroregio (CS) Kastërnexhi
Cavalerizzo (CS) Kajverici (Fraz. di Cerzeto)
Cerzeto (CS) Qana
Eianina (CS) Ejanina (Fraz. di Frascineto)
Falconara Albanese (CS) Fallkunara
Farneta CS) Farneta (fraz. di Castroregio)
Firmo (CS) Ferma
Frascineto (CS) Frasnita
Lungro (CS) Ungra
Macchia Albanese (CS) Maqi (Fraz. di San Demetrio Corone)
Marcedusa (CZ) Marçeduza
Marri (CS) Marri (Fraz. di San Benedetto Ullano)
Pallagorio (KR) Puhëriu
Plataci (CS) Pllatani
San Basile (CS) Shën Vasili
San Benedetto Ullano (CS) Shën Benedhiti
Santa Caterina Albanese (CS) Picilia
San Cosmo Albanese (CS) Strihari
San Demetrio Corone (CS) Shën Mitri Korone
San Giorgio Albanese (CS) Mbuzati
San Giacomo (CS) Shën Japku (Fraz. di Cerzeto)
San Martino di Finita (CS) Shën Murtiri
San Nicola dell'Alto (KR) Shën Kolli
Santa Sofia d'Epiro (CS) Shën Sofia
Spezzano Albanese (CS) Spixana
Vaccarizzo Albanese (CS) Vakarici
Vena (CZ) Vina (Fraz. di Maida)
Kush me shpres rron me shpres vdes.
Chi vive di speranza di speranza muore
SICILIA:
Contessa Entellina (PA) Kundisa
Piana degli Albanesi (PA) Hora e Arbëreshëvet
Santa Cristina Gela (PA) Shëndha Stina
Esistono anche 30 comunità caratterizzate da una marcata eredità storica e culturale arbëreshe, ma che hanno perso, per ragioni diverse, l' uso della lingua albanese.
Pievetta Bosco Tosca (PC)
(Fraz. di Castel San Giovanni)
Santa Croce di Magliano (CB)
San Paolo di Civitate (FG)
Casalnuovo di Monterotaro (FG)
Monteparano (TA)
San Giorgio Jonico (TA)
S. Crispieri (TA)
Faggiano (TA)
Roccaforzata (TA)
Monteiasi (TA)
Carosino (TA)
Montemesola (TA)
Pianiano (VT) (Fraz. di Cellere)
Brindisi Montagna (PZ)
Rionero in Vulture (PZ)
Cervicati (CS)
Mongrassano (CS)
Rota Greca (CS)
San Lorenzo del Vallo (CS)
Gizzeria (CZ)
Amato (CZ)
Arietta (CZ) (Fraz. di Petronà)
Zagarise (CZ)
Zangarona (CZ) (Fraz. di Lamezia Terme)
Palazzo Adriano (PA)
Mezzojuso (PA)
Sant' Angelo Muxaro (AG)
Biancavilla (CT)
Bronte (CT)
San Michele di Ganzaria (CT)
Altre comunità arbëreshe si riscontrano nelle grandi aree
metropolitane, soprattutto a Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari,
Cosenza, Crotone e Palermo.
Sapravvivono forti comunità arbëreshe, che mantengono vive la lingua e le tradidizioni dei paesi d' origine, nelle Americhe: U.S.A., Canada, Argentina e Brasile.
Fonte www.Arbitalia.it


